Giù la testa

Giù la testa, Sergio Leone, 1971.

Ambientato nel Messico del 1916, è il secondo film della cosiddetta trilogia del tempo di Sergio Leone, preceduto da C'era una volta il West (1968) e seguito da C'era una volta in America (1984).

I temi principali
Il film ruota intorno a due temi: la rivoluzione e l'amicizia. Si apre infatti con una frase di Mao Tze Tung
«La Rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria, non è un disegno o un ricamo, non si può fare con tanta eleganza, con tanta serenità e delicatezza, con tanta grazia e cortesia. La Rivoluzione è un atto di violenza».
Il coprotagonista Miranda esprime più volte la sua sfiducia nella rivoluzione
«Quelli che leggono i libri vanno da quelli che non leggono i libri, i poveracci, e gli dicono: Qui ci vuole un cambiamento! e la povera gente fa il cambiamento. E poi i più furbi di quelli che leggono i libri si siedono dietro un tavolo e parlano, parlano e mangiano, parlano e mangiano; e intanto che fine ha fatto la povera gente? Tutti morti! Ecco la tua rivoluzione! Per favore, non parlarmi più di rivoluzioni!»
Il protagonista, John Mallory, un combattente dell'IRA, è reduce a sua volta dal tradimento dell’amico Sean, che ha determinato l'arresto dei compagni e la sua fuga in Messico. Durante il film il protagonista ha cinque flashback, in cui ricorda il suo amico Sean e una donna. Dato che i flashback sono così numerosi e prolungati, il regista non usa alcun jingle per introdurli, ma si avvale del rallenty e della colonna sonora.

Qui trovi tutti i flashback montati in sequenza da un appassionato per una durata complessiva di ben 9 minuti. L'ultimo flashback coincide con la morte del protagonista e presenta una scena gioiosa, non sappiamo se vissuta prima del tradimento dell'amico, o immaginata come ricongiunzione nell'aldilà con Sean e la donna.

 

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