Il Postino

Il postino, Michael Radford, 1994.

Mario Ruoppolo, un disoccupato figlio di pescatori, vive a Ischia, che da poco ha dato asilo politico al grande poeta cileno Pablo Neruda. Mario viene assunto in qualità di postino, proprio per consegnare la posta al poeta. Mario rimane sempre più affascinato dal poeta, tanto da comprare un suo libro di poesie. Poi timidamente se lo fa autografare.   Un giorno entra in osteria e si innamora di Beatrice, nipote della proprietaria.

In questi due spezzoni si parla di poesia, tema centrale del film. 
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Corre in fretta da Don Pablo chiedendogli di aiutarlo nella conquista di Beatrice. Nei giorni seguenti inizia a corteggiare Beatrice, con le parole, o meglio, con le poesie di Neruda, e inizia a fare breccia nel suo cuore. La zia di Beatrice si preoccupa per la nipote. Quando Mario esagera, dando a Beatrice una poesia un po' pesante, la donna si reca da Neruda, per lamentarsi di tutto ciò, e ottenere che Mario stia lontano dalla nipote. Beatrice però scappa di casa, va da Mario, e sboccia la passione. I due si sposano, e Neruda fa da testimone. Durante la cerimonia il poeta riceve una lettera dal Cile, dalla quale apprende che è libero di tornare in patria.   Partito Neruda, Mario inizia a scrivere poesie, contribuendo naturalmente al lavoro in osteria. La vita scorre, Neruda viaggia da un capo all'altro del mondo per premi e Mario ne segue tutte le gesta, sperando che passando dall'Italia, possa tornare a trovarlo. Beatrice annuncia che sta aspettando un bambino, e Mario esprime il desiderio di chiamarlo Pablito in onore del poeta, anche se lei non è molto d'accordo. Un giorno Mario riceve una lettera, in cui, per conto del poeta, si chiede di spedire gli oggetti personali rimasti nella sua vecchia dimora: Mario ci rimane male. Decide di registrare tutti i suoni dell'isola, per far rivivere al poeta i momenti vissuti insieme.   Passa qualche anno, e Neruda e sua moglie tornano nell'isola; nell'osteria vengono accolti da un bambino che gioca con un apallina da calciobalilla.  Mario purtroppo non c'è più, è morto prima che suo figlio nascesse, nel corso di in una manifestazione.   Il poeta ascolta ora la registrazione che non ha mai ricevuto; passeggia sulla spiaggia e ricorda l'amico al quale, pur inconsapevolmente, ha cambiato la vita.

Il film è tratto dal romanzo 'Ardiente paciencia' (1986) del cileno Antonio Skármeta. Ciò premesso,

1 - Il romanzo originario può essere considerato una metanarrazione? Se sì, perchè?
2 - A partire dal minuto 5 il protagonista assiste ad un Cinegiornale. Cerca il termine su Wikipedia, poi descrivi la scena.
3 - Dal minuto 24 si parla di poesia: annota tutti i termini tecnici e le espressioni che ti sembrano interessanti (aforismi), poi spiegali.
4 - Rivedii la scena dal minuto 33 al 36 e poi spiega il senso del dialogo, con particolare riferimento ai termini tecnici.
5 - Dal minuto 38 al 43 si parla di Letteratura e Vita: spiega il dialogo.
6 - Spiega l'aforisma presente al minuto 46.
7 - Come sono le reti citate al minuto 58? Spiega.
8 - Annota e spiega le metafore da 1h01 a 1h05. Spiega l'affermazione di Mario:'La poesia non è di chi la scrive...'
9 - In cucina da 1h22 a 1h24: segui le descrizioni poetiche degli ortaggi.
10 - 1h39 numero5: reti tristi di mio padre.
11 - Tra 'Il postino' (1994) e 'Nuovo Cinema Paradiso' (1988) vi sono molti elementi in comune, oltre naturalmente all'attore Philippe Noiret: individua almeno tre situazioni simili.

Post originale in 'Cristalli di carbonio'
http://cristallidicarbonio.myblog.it/archive/2007/11/11/il-postino.html

<Massimo Troisi morì 24 ore dopo la fine delle riprese de Il Postino, il suo capolavoro, il suo testamento poetico e politico. Come ho anticipato all’inizio considero questo film… questa poesia… qualcosa che può riassumere i primi tre film che ho nel cuore. C’è l’amore per la poesia che troviamo in quell’elogio alla libertà di espressione e alla creatività che è 'L’attimo fuggente'; il candore, l’ingenuità e la spontaneità dell’intenso protagonista de 'La leggenda del Pianista sull’Oceano'; e infine c’è quel regalo postumo fatto a un grande amico, quella registrazione di rumori dell’isola, così simile a quella pellicola piena di baci che si accorda con una musica infinita e rende sublime l’ultima scena di 'Nuovo Cinema Paradiso'. E così il cerchio si chiude in maniera splendida e perfetta, come un abbraccio immenso...>

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