Pace non trovo...

Lawrence Brownlee sings Liszt - Petrarca Sonett Nr. 1, Pace non trovo, 2010.

F. Petrarca, Canzoniere, CXXXIV

   Pace non trovo, e non ho da far guerra;
e temo, e spero; et ardo, e son un ghiaccio;
e volo sopra 'l cielo, e giaccio in terra;
e nulla stringo, e tutto 'l mondo abbraccio.               4
   
   Tal m’ha in pregion, che non m’apre né serra,
né per suo mi ritèn né scioglie il laccio;
e non m’ancide Amore, e non mi sferra,
né mi vuol vivo né mi trae impaccio.                          8
   
   Veggio senza occhi, e non ho lingua, e grido;
e bramo di perir, e cheggio aita;
et ho in odio me stesso, et amo altrui.                     11
   
   Pascomi di dolor, piangendo rido;
egualmente mi spiace morte e vita:
in questo stato son, donna, per vui.                        14 


Un conflitto insoluto

“Stupii, lo confesso; e pregato mio fratello che desiderava udire altro di non disturbarmi, chiusi il libro, sdegnato con me stesso dell’ammirazione che ancora provavo per cose terrene quando già da tempo, dagli stessi filosofi pagani, avrei dovuto imparare che niente è da ammirare tranne l’anima, di fronte alla cui grandezza non c’è nulla di grande.” (Le Familiari).
Queste righe sintetizzano in poche parole la complessa poetica di Francesco Petrarca, integerrimo scrittore del Trecento italiano, periodo segnato dalla nascita del “preumanesimo”. Il cardine intorno al quale ruota il tema petrarchesco principale affonda le proprie radici nella problematica psicologica dell’autore stesso, caratterizzata da una continua lotta e da una frequente conflittualità tra aspetti antitetici, ma, nello stesso tempo, complementari della sua personalità. Ci troviamo in presenza di un uomo in balia del proprio destino che non sa scegliere tra i beni terreni, vani e illusori, e i beni spirituali che invece portano all’elevazione dell’anima.

gattopardo1.jpg
vecchio4.jpg