La spigola

Raffaele La Capria, Ferito a morte, Cap. IV, 1984.

Che acqua quel giorno! Metteva allegria. Roccia biancastra stellata di ricci neri, spaccata da lunghi crepacci, ombrose tane e grossi massi tra zone di sabbia smagliante, e lí tra sabbia e scoglio, in lento moto a mulinello, le colonie dei saraghi.

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Cent'anni di solitudine

Gabriel Garcìa Màrquez, Cent’anni di solitudine, 1967.

Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendìa si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito.

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Il viaggiatore dalla voce profonda

Dacia Maraini, Il viaggiatore dalla voce profonda (da Viaggio in treno con suspence, 2012).

Il treno correva di notte sotto una pioggia torrenziale. Dall’interno si vedevano i finestrini neri rigati da gocce scintillanti che colavano veloci segnando il vetro per traverso. Jole Pontormo aveva preso posto al tavolo del vagone ristorante e consultava con attenzione il menú. Le piaceva leggere le descrizioni dei cibi.

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