San Gennaro non dice mai no

Giuseppe Marotta, San Gennaro non dice mai no, 1948.
Cap. XII, Riviera.

Da Castellammare di Stabia un autobus vi porta — se ve lo siete meritato, e cioè se sapete perforare la folla irrompente — ad Amalfi. Mi scavai una galleria fra gambe braccia e valigie, sedetti su un cappello che qualcuno poi riconobbe e riadottò all’arrivo, vidi passare sulla tortuosa carrozzabile che si solleva e ricade strenuamente fra tipiche balze alpine i comuni di Gragnano, Pimonte, Agèrola, nei quali mentre da una parte si asciugano al sole gli spaghetti che presto o tardi mangerete, dall’altra cresce l’uva per il vino con cui se mi date retta potrete meglio gustarli.

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Se questo è un uomo

Primo Levi, Se questo e' un uomo, 1947.

Pannwitz è alto, magro, biondo; ha gli occhi, i capelli e il naso come tutti i tedeschi devono averli, e siede formidabilmente dietro una complicata scrivania. Io, Häftling [prigioniero] 174 517, sto in piedi nel suo studio che è un vero studio, lucido pulito e ordinato, e mi pare che lascerei una macchia sporca dovunque dovessi toccare. Quando ebbe finito di scrivere, alzò gli occhi e mi guardò.

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Il riso di Franti

E. De Amicis, Franti, in Cuore, 1886

21, sabato
Uno solo poteva ridere mentre Derossi diceva dei funerali del Re, e Franti rise. Io detesto costui. È malvagio. Quando viene un padre nella scuola a fare una partaccia al figliuolo, egli ne gode; quando uno piange, egli ride.

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